Trio di grazia nella primavera


Trio di graziaLa primavera è la giovinezza dell’anno, come la giovinezza è la primavera della vita, e la giovinezza dell’anno è simboleggiata da gaiezza smagliante di colori, da sorrisi di azzurro, da essenze squisite di fiori e anche dai cappelli femminili di paglia, dalle forme capricciose e caratteristiche, però, con l’esclusione quasi assoluta dei fiori. La moda della primavera del 1913 bandisce dal cocuzzolo e dalle tese dei cappelli muliebri i fiori di qualunque tinta e di qualunque famiglia. Le donne belle e vezzose, o per lo meno simpatiche e giovani, non hanno che a rallegrarsene. Che bisogno esse hanno di ornarsi di fiori, dal momento che i rispettivi visini hanno tutta la fragranza e la freschezza dei figli prediletti primavera? Diamo qui tre modelli di nuovi copricapo che fanno già pompa nelle vetrine dei più rinomati negozi di modista, e nei ritrovi e nei passeggi più frequenti ed eleganti. Con la primavera entra così in lizza la paglia e le contendono, ma non vittoriosamente, la preferenza delle nostre lettrici il crine e il tulle. I cappelli enormi, così poco accetti sulle piattaforme dei trams, stanno per tramontare: ora si preferiscono quelli di piccole proporzioni. Il primo ha nella sua foggia un sapore studentesco; è un vero berretto con la piccola tesa rialzata all’ indietro e ai lati, e la visiera è minima. Sul di dietro può torreggiare o un’algrette, o una piuma, od anche del tulle rigido e discretamente alto. Il secondo cappello ha una certa pretesa e arditezza; sembra un bolero con le tese rialzate che lasciano vedere e ammirare gli occhi, la frangia dei capelli e tutta la chioma ondulante e rigonfia all’indietro. Due ampie e lunghe piume s’inalberano sul di dietro, inclinate. È un cappello che ha alcunché di vistoso e di eleganza molto eccentrica, un personale alto e slanciato e completa la silhouette di un abbigliamento, dalla tinta chiara, leggero vaporoso. – Per la capricciosa arditezza è superato soltanto dal terzo modello, che ci affrettiamo presentare alle nostre lettrici (abbonate comprese). – È caratteristico nelle tese accartocciate e irregolari; piuttosto ampio di circonferenza, in modo da poter posarsi sul capo alla brava, lasciando scoperti l’occhio sinistro, la tempia e il rispettivo ornamento della chioma, mentre l’occhio destro è semivelato e del tutto coperta rimane la tempia relativa. Due enormi piume, fissate ai due lati s’incrociano in alto al disopra del cocuzzolo.

Il Mare, Rapallo, 05/04/13