Riviera di Gabriel Fauré


Riviera di Gabriel FauréAncora nel 1956, l’illustre scrittore francese Gabriel Fauré, ammiratore fervente e sincero dell’Italia, poteva dire quanto segue.

“,,, Ritornando sui propri passi, verso Rapallo, si incontra, prima Parigi, e poi Santa Margherita, città  di dodicimila abitanti appiattata in un’anfrattuosità del  Golfo  Tigullio. Essa è una Stazione invernale molto frequentata, dove ci si reca anche d’estate. Come Portofino anche questa località  è stata cantata da numerosi poeti e scrittori, dal Petrarca fino a Valéry Larbaud.

Continuando la nostra strada, troviamo la romantica e tranquilla cala de San Michele di Pagana. Fra la vita mondana di Santa Margherita e di Rapallo, si può oziare e sognare sotto le querce verdi ed i cipressi che contornano il piccolo porto.

Una tradizione, della quale non assumo responsabilità, vuole che ci sia venuto a riposarsi Annibale, durante la terza guerra punica; sembra invece certo che Van Dyck, uno dei qui “Cristo in Croce” si trova nella locale chiesa di San Michele, vi abitasse, ospite de la famiglia Orero.

Ai piedi di colline coperte prima di olivi e di verdi querce poi, più in alto, di faggi e di castagni, si presenta Rapallo, località di soggiorno molto frequentata dalla clientela internazionale. Dalla costa alcuni viali salgono dolcemente fra giardini e ville. Grandi e
belli alberghi  fanno di Rapallo  una elegante stazione d’estate e di inverno, che, a buon diritto, si proclama “regina del Tigullio”. Sul lungo mare Vittorio Veneto, fiancheggiato da alberghi e da eleganti negozi, si riuniscono, ogni o giorno, come sulla Promenade des Anglais di Nizza, turisti estivi e invernali, il cui numero è in costante aumento. …”   Cfr. Gabriel Fauré, “La Riviera: da Ventimiglia a Pisa”, 1956, ripreso da “Il Mare” del 21 Luglio 1956

Angelo Cacciola Donati “L’Hotel Europa, dal 1926 ad oggi”, La Convivialité, Rapallo (GE), 2008