Furto misterioso


Furto misterioso

Furto misterioso

Enrico Casini, il mattino del 9 scorso, scendendo al bureau del suo albergo per il disbrigo normale delle faccende quotidiane, si accorse, non senza allarmarsi, di essere stato vittima di un audace furto.

Passato il primo momento di stupore, da una affrettata verifica, trovò che un cassetto di un mobile era scassinato e che da un portafoglio ivi rinchiuso erano sparite L. 2800. Proseguendo nelle ricerche risultarono mancanti pure L. 200 in spezzati d’argento, tre penne stilografiche pel valore di L. 400, in orologio da polso d’argento del valore L. 200. Pure il tiretto del tavolo del portiere era stato scassinato asportandovi lire 200 mentre che circa lire 40 erano tolte da una cassetta d’elemosine a pro d’un istituto cittadino. Senza porre indugio il sig. Casini telefonava ai carabinieri ed il maresciallo Lavagna, subitamente accorso, constatava che il ladro o i ladri erano penetrati del retro dell’albergo tagliando un vetro d’una porta e facendo quindi scorrere il catenaccio interno. Da qui, dimostrandosi molto pratici del luogo, si erano portati al bureau dove compirono il furto per poi ripartire ospiti insalutati. Così pure era constatato che la porta principale dell’albergo era aperta, e questo era molto facile a farsi dato che la chiave era rimasta nella toppa. Il maresciallo constatò inoltre che la porta da cui erano entrati i ladri, quella che dà sul retro, e da cui era stato tolto il vetro, era stata poi aperta con chiave, che venne però trovata al solito posto nell’ufficio dove avvenne il furto.

Era facile quindi arguire che colui che aveva aperto la porta ben conosceva la chiave e le abitudini del sig. Casini. Continuando le indagini il maresciallo interrogò pure la guardarobiera dell’albergo, che dorme dalla parte da cui penetrarono i ladri, e costei dichiarò di aver udito qualche rumore verso le una e mezza della notte proveniente dalla grata della finestra che dà sul corridoio, ma non vi fece caso, pensando che il rumore provenisse da parte di gatti: poco dopo udì altri rumori e un sommesso bisbiglio dentro all’albergo quindi rumori di passi come di persona sicura del fatto suo, ed essa non vi fece caso credendo che fosse il sig. Casini, solitato a vegliare di frequente.

Il maresciallo dopo l’inchiesta puntò i suoi sospetti contro tre individui, i quali del resto si tengono nella più recisa negativa, traendoli in arresto. Le indagini ad ogni modo proseguono per arrivare al vero accertamento dei colpevoli e al ritrovamento della refurtiva.
Il Mare, Rapallo, 1929