Il Trattato Russo-Tedesco


Il Trattato Russo-TedescoSvanita la speranza di un crollo del regime sovietico, i governi francese, inglese e americano si resero che un piano per lo sviluppo della Russia avrebbe non solo reso ottimi affari, ma fatto fare buoni affari anche alla Germania, mettendo così quest’ultima in grado di pagare le dovute riparazioni della guerra.

Dall’incontro tra questo progetto e la necessità russa di macchinari ed attrezzature d’ogni genere per la ricostruzione del paese, nonché dal progetto del governo sovietico di regolare le relazioni tra l’Urss ed il resto del mondo, nacque la conferenza di Genova del 1922.

Naturalmente i russi intuirono la possibilità di rimanere isolati di fronte al mondo capitalista e costretti quindi ad accettare condizioni poco favorevoli; così la loro delegazione (Cicerin, Ioffe, Krasin, Litvinov, Vorovskij, Rakovskij) si fermò a Berlino dove fu steso, ma non firmato, il testo di un trattato separato.

A Genova le richieste alleate riguardavano i debiti di guerra russi (il Governo sovietico non li aveva mai riconosciuti), il debito pubblico e quelli privati russi d’anteguerra e, infine, la nazionalizzazione sovietica delle imprese straniere; i russi d’altra parte ricordavano ai tedeschi che il governo sovietico poteva loro chiedere le riparazioni di guerra. Quest’ultimo argomento (probabilmente rinforzato dagli accordi segreti tra gli stati maggiori russi e tedeschi) convinse i tedeschi a trovarsi con i russi a Rapallo per firmarvi il trattato.

In quei giorni primaverili le varie delegazioni si sistemano non solo a Genova ma anche in riviera e negli alberghi rapallesi troviamo così nove rappresentanze.

Quelle apparenti a Cecoslovacchia (33 persone), Finlandia (14), Lituania (8), sono sistemate al New Casino hotel, quelle di Estonia (20) e Lettonia (8) all’Hotel Verdi, quelle di Grecia (25), Romania (25) all’Hotel Bristol, mentre la Jugoslavia (23) e all’Hotel Guglielmina e la Russia (90!) all’Imperial Palace Hotel.

In un momento successivo sopraggiunge la delegazione della Saar che troverà alloggio allo Splendid.

Un Treno speciale fa la spola tra Genova e la riviera al servizio delle varie delegazioni mentre la corazzata “Cavour” getta le ancore davanti al Kursaal assieme ad altre unità navali. Imponente anche il servizio d’ordine. A Rapallo, almeno secondo le cronache dell’epoca, sono presenti 200 carabinieri 150 dei quali a cavallo ed una compagnia di Guardie Regie.

Complessivamente i delegati presenti sono 1.254 e nutrita è la schiera degli “inviati speciali”. Fra i maggiori giornalisti dell’epoca figurano anche Hemingway, Pietro Nenni e D’Annunzio.

A firmare lo storico accordo, che prenderà il nome di “Trattato di Rapallo”, sono il ministro degli Esteri tedesco, Walther Von Rathenau e il Commissario agli Esteri sovietico Georgij Vasilevic Cicerin.

E’ il 16 aprile 1922, giorno di pasqua, e la firma del documento coglie di sorpresa un po’ tutti, soprattutto i 200 giornalisti accreditati che – fra di loro c’era anche l’inviato Ernest Hemingway – in occasione della festività avevano deciso di recarsi a Rapallo per una gita in riviera in piena libertà.

E gli ospiti, sotto una fastidiosa pioggia, sono accompagnati dalle autorità rapallesi a visitare gli stand dell’Expo allestista al Trianon Palace e nell’attiguo viale Diaz, lungo il torrente Boate; poi si trasferiscono all’Hotel Bristol per un ricevimento.

L’accordo bilaterale russo-tedesco intanto, all’insaputa di tutti, è già una realtà.

Von Rathenau, assai inquieto sulle sorti della Germani, è letteralmente tirato giù dal letto nel cuore della notte da Von Maltzan e su invito di Cicerin lascia l’Hotel genovese che lo ospita per trasferirsi all’hotel Imperiale (allora in territorio rapallese).

Angelo Cacciola Donati “L’Hotel Europa, dal 1926 ad oggi”, La Convivialité, Rapallo (GE), 2008