Rapallo 1955-1975


Anni piú recentiTra la seconda metà degli anni cinquanta e la fine degli anni sessanta Rapallo visse un lungo periodo estremamente florido, descritto mirabilmente da Arthur Helliwell nelle righe seguenti.
“Allineati come gioielli lungo la costa rocciosa del Tigullio, Rapallo, S. Margherita e Portofino sono di un’eguale incomparabile bellezza. Si vedono piccole e graziose ville annidate nelle verdi colline, aranci lungo le strette strade e ovunque un selvaggio e prepotente fiorire di bouganville e di scarlatti gerani. Non la quindi meraviglia che simili posti preferiti delle “stelle”. Il duca e la duchessa di Windsor sono di casa qui, il principe Ali Khan e Rita Hayworth vennero qua in luna di miele e così pure Stewart Granger con la sua Jean Simmons. (…) Le spiagge di qui non sono più grandi di Backyard’s Kelly ed affittare un pezzo di spiaggia largo come un francobollo per stendersi sopra costa perlomeno 15 scellini giornalieri. Per tale prezzo voi potrete avere una seggiola a sdraio, un ombrellone e, se siete fortunato, una bella bagnante praticamente seduta sul grembo. Io finora però sono stato sfortunato: ogni volta ho avuto come vicino un vecchio bagnante dall’incipiente pancetta e dal respiro affannoso. La moda delle spiagge qui naturalmente è tanto audace e provocante quanto lo è sulla Riviera francese.”.
Arthur Helliwell, “Ho avuto la mia parte di Rapallo”, The People dell’11 luglio 1954, ripreso da “Il Mare” del 22 Agosto 1954

Ad ulteriore riprova della floridezza del periodo, riportiamo i dati relativi alle presenze turistiche elaborati dall’E.N.I.T. . (Ente Nazionale Industrie Turistiche). Nel 1955, Rapallo si situò al secondo posto in Liguria con 89.776 presenze ( di cui 52.938 stranieri), preceduta solamente da Sanremo con ca. 190.000 presenze, ma con un numero simile di stranieri.
Bollettino trimestrale dell’E.N.I.T., Luglio 1956, ripreso da Il Mare del 21 Luglio 1956

La rapallizzazione
Se fino agli anni sessanta un turismo sostanzialmente d’élite aveva portato risorse e denari senza alterare troppo l’ambiente tradizionale e naturale che, d’altronde, era proprio ciò che i forestieri apprezzavano, con la costruzione delle autostrade, l’allungarsi delle ferie, le accresciute disponibilità finanziarie delle classi medie, Rapallo diviene preda di un nuovo boom turistico, quello di massa.
“Questo nuovo tipo di villeggiante cercava solo i bagni di mare e, a terra, divertimenti; per esso il bel paesaggio e i borghi antichi erano un genere di consumo minore, sacrificabile. Ogni metro quadrato di territorio fu visto come metro quadrato edificabile e quindi come metro quadrato vendibile. Se i vincoli urbanistici, pur tenui, chiedevano il rispetto delle zone verdi, “provvidenziali” incendi, che ancor oggi lasciano pelati i monti, spianarono la via alle ruspe. Insomma, l’area costiera fu messa “a tondino e a fuoco”. Rapallo, anche se conobbe scempi minori di altre località liguri, ebbe il dubbio privilegio di generare un nuovo verbo: rapallizzare. …”
Cfr. AA.VV., “Il grande libro della Liguria”, Mondadori, 1985, MI

Anche se molti danni paesaggistici e sociali sono difficilmente sanabili, molto si è fatto per ridare a Rapallo quel ruolo che le compete nel panorama turistico internazionale.
In effetti, “L’altra fase, quella del turismo di massa, ha la sua tipica espressione nella fitta rete di attrezzature balneari, sportive di svago: dal campo da golf a 18 buche, ai campi da tennis, al maneggio, al tiro al volo, alle palestre, alle piscine; nel 1975 vi è stato inaugurato il “Porto turistico internazionale” capace di 372 posti-barca.

Angelo Cacciola Donati “L’Hotel Europa, dal 1926 ad oggi”, La Convivialité, Rapallo (GE), 2008