A proposito degli affitti


A proposito degli affittiAncora a proposito degli affitti

Innanzi tutto è giusto osservare che le Commissioni costituite onde decidere sulle divergenze che vanno sorgendo fra i proprietari di appartamenti e gli inquilini procedono in modo equo e soddisfacente e lo stesso può affermarsi per i magistrati.

Quindi il conflitto nato fra i possidenti di case e coloro che non possedendo neppure il più misero buco devono sottostare ad ogni specie d’imposizioni e d’intimazioni, ossia alle padronali forche caudine, è alla meglio tutelato e in certo modo risolto.

Certo taluni per i quali il fitto venne mensilmente raddoppiato, mentre furono di molto diminuite le loro risorse finanziarie ricordano con parecchia amarezza il detto profondo di Gesù Cristo che osservava essere proprio l’uomo privo d’una casa qualsiasi dove trovare un rifugio sicuro, quando il più misero e diseredato degli animali ha una tana per sé e per i suoi. Ma ciò forse avviene perché l’uomo è il re degli animali o piuttosto perché egoismo è essenza d’umanità.

Ma sorvolando su coteste melanconiche dissertazioni, viene fatto di rilevare che se assai bene a proposito sono state create le Commissioni arbitrali fra i proprietari di case e gli inquilini, mancano però, ed almeno non se ne fa cenno, le Commissioni inerenti ai proprietari di uffici, scagni, botteghe e simili ed ai loro affittuari.

E più che mai si impone una Commissione che moderi l’enormità di certe pretese stabilendo l’equità dei prezzi.

Poiché se la casa è fra le necessità imprescindibili dell’uomo civile e che vive in una società che così si chiama, lo scagno, la bottega, l’ufficio, dove una categoria d’individui ritraggono i mezzi indispensabili all’esistenza propria e della propria famiglia, è una questione altrettanto importante che urge e s’impone.

Come s’impone il sacrosanto diritto alla vita nei nomi stessi della giustizia e della civiltà.

 Valeria Vampa, Il Mare, Rapallo, 10/03/1923