Cocaina


CocainaGioventù caduca

A Genova, una giovane appena ventenne è stata ricoverata all’ospedale avvelenata dalla cocaina.
Apparteneva alla classe aristocratica, quella precisamente che dovrebbe dare esempio di civica coltura.
Questa notizia che non è la prima volta che leggiamo nei giornali ci produce un’impressione sgradevolissima.
Ma non è nostro proposto di fare un commentario sulla situazione morale di persone che hanno disseccato la fonte delle loro energie abbandonandosi alle mollizie e all’inutilità…
La notizia ha maggior interesse per quanto si riferisce all’aspetto di gioventù. Una ragazza di vent’anni, cade, vinta dall’abuso della droga perversa. È questo un dato molto significativo per indurre allo studio della gioventù italiana. Disgraziata, sventurata generazione è quella che abbisogna della cocaina, della morfina, della cantaride per rendersi giovane !!…
In Italia, una volta ci bastava un raggio di sole e una sigaretta per sentirci padroni di noi stessi e godere una voluttuosità sana e forte, ora invece vanno acclimatandosi con troppa insistenza i “paradisi artificiosi”.
La passività, l’energia naturale, sono indubbiamente uno stato passeggero perché possono nuovamente vibrare i muscoli, o ritornare le perdute energie in attitudine di conquista.
Ma se questo stato di passività e di energia è provocato dai veleni che annullano la vigoria del muscolo, uccidendo la volontà e consumano le energie si può sperare un movimento coscientemente impulsivo?
La cocaina, l’etere, la morfina sono ormai caratteristiche nella nostra vita e la loro influenza ha conquistato tutti gli ordini sociali.
L’attuale gioventù italiana produce poco e quel poco che produce è debole, malaticcio e malsano.
Abbiamo una letteratura, un’arte e una scienza che ci producono l’impressione del vuoto di qualcosa tanto arida e perversa come la mente dei loro generatori.
E così diamo il triste spettacolo di una letteratura morbosa, d’un’arte piccina, d’una scienza esigua, d’una vita sociale perversa.
Il concetto di gioventù s’unisce intimamente di cervello e muscoli, di entusiasmo ed energia. Oggi però questi concetti li abbiamo tergiversati. Gli uomini maturi discutono ancora, s’entusiasmano e sono talvolta aggressivi mentre la maggioranza dei giovani si sdraia indolentemente su poltrone troppo comode, fumando sigarette turche o impinzandosi di cocaina…
E le considerazioni che possono trarsi dall’abuso di questo nuovo vizio sono tali e tante che dobbiamo forzatamente tralasciarle essendo impossibile elencarle anche in minima parte.
Solo vorremmo che la nostra disanima fosse di monito e di avviso a quanti s’avviano verso la rapida china di questo male.

Il Mare, Rapallo, Maggio 1921
Cocaina
Ritorna in circolazione la cocaina. Lo sappiamo, ed in forti quantità anche a chilogrammi.
Stiano in guardia tanto i venditori che i compratori perché l’Autorità sorveglia ed altro non attende che il momento buono.

Il Mare, Rapallo, 1922