I bagni di mare


I bagni di mareLa crescente diffusione dei bagni marini, inizialmente considerati più sotto l’aspetto terapeutico che sotto quello mondano e voluttuario, permise l’inserimento ufficiale di Rapallo tra le località liguri consigliate, accanto a Pegli, Savona, La Spezia e Sestri Levante.

Agli inizi del 1900 lo sviluppo turistico di Rapallo toccò le sue punte più alte. In pochi anni gli alberghi, da uno solo grande e pochissimi minori, salirono ad una trentina, pensioni comprese.

Vita d’albergo in sostanza, con qualche passeggiata a piedi o in carrozza (o sui muletti a Montallegro), o i bagni, le gite in barca e le regate in estate, resa meno monotona da qualche tratte­nimento danzante negli alberghi stessi…”, (8) a cui si alternavano iniziative pubbliche varianti con le stagioni: alberi di Natale, corsi floreali, pesche di beneficenza, concerti della banda, feste patronali, concorsi ed altro. I locali di divertimento e i caffé di lusso non avevano fatto ancora la loro comparsa in riviera; la vita scorreva senza grandi celebrazioni artistiche e culturali, per quanto i principali alberghi disponessero di ben fornite biblioteche e sale di lettura abbonate a molte riviste e giornali.

Sempre molto ricche e suggestive le feste di luglio, tanto a Mon­tallegro che in città e sul mare. Il santuario, nel 1896, s’era adornato dell’attuale facciata, opera del Rovelli, mentre l’aria frizzante di quei 600 metri d’altitudine stimolava anche progetti di sfruttamento turistico, inizialmente ottemperati da una locanda di estrema semplicità e dalla foresteria del santuario.

Questa la Rapallo turistica di quell’epoca beata che si chiuderà con la prima guerra mondiale, in cui il turismo era appannaggio di pochi e bene provveduti, per soggiorni prolungati, sovente per intere stagioni, avendo come richiamo il sole, il clima, la natura, il paesag­gio, le escursioni, l’arte, godendo Rapallo il privilegio di trovarsi, in tempi in cui di automobilismo ancora non si parlava, o era in fasce, su di una linea ferroviaria di grande comunicazione, con fermata diurna dei treni diretti (limitata inizialmente alla sola stagione bal­nearia) a breve distanza da Genova, con clientela invernale e clien­tela estiva nettamente differenziate nel tempo e nella nazionalità, ma in pressoché uguale misura e ugualmente scelte. L’epoca d’oro del turismo, insomma, e non soltanto per Rapallo.”. (10)
(8,10 – Cfr. P.Berri, “Rapallo nei secoli”, a cura del Comune di Rapallo, 1964)

Angelo Cacciola Donati “L’Hotel Europa, dal 1926 ad oggi”, La Convivialité, Rapallo (GE), 2008