Spiriti lapidatori


Spiriti lapidatoriDa un po’ di tempo il cimitero di Santa Margherita, era invaso dagli spiriti, tremava la gente quando passava accanto a quel sacro luogo e le donne allungando il passo segnandosi con la croce mormoravano preghiere di scongiuro. Ma gli spiriti nessuno li aveva veduti, perché contrariamente all’uso non si pavoneggiavano avvolti in candidi paludamenti, e non si aggiravano tra le tombe silenziose, inseguendo qualche audace visitatore, ma più modestamente si contentavano di far piovere sassi nel sacro recinto. La pioggia imperversava da vario tempo e i buoni sanmargheritesi erano allarmati. I Carabinieri, uomini, temprati per ogni avventura, non credettero alla fiaba degli spiriti e iniziarono le indagini per scoprire se costoro, materializzandosi, potessero essere arrestati e condotti al fresco. Purtroppo però essi dileguandosi nel buio della notte non si fecero mai acciuffare, e i carabinieri pensarono di poter incolpare la famiglia del guardiano del Camposanto composta di Botto G.B., Arata Teresa, Botto Maria e Bernardi Elisa.

Al dibattimento risultò che le supposizioni non erano fondate, ma che gli accusati più che autori degli spiriti ne erano invece le vittime innocenti e disgraziate. Il Pretore convinto della loro innocenza li assolve per non aver commesso il fatto.

Giudice: Perotta.  P.M. Bontà, Avv. Dif. Bacigalupo, Can. Chiappe.

Il Mare, Rapallo, Febbraio 1929