|
|
LA CITTA' DI RAPALLO |
|
Con una popolazione di ca. 34.000 abitanti (2003), Rapallo è probabilmente
il centro più animato del golfo del Tigullio. Ricca di storia
e tradizioni, ha saputo conservare una dimensione propria ed allo
stesso tempo cosmopolita.
Il nome di Rapallo (dall’etimologia incerta, lasciando spazio
a diverse congetture: dalle “rape” alle “paludi”,
solo per citare le più curiose) compare per la prima volta
in una pergamena, conservata all’Archivio di Stato di Genova,
relativa ad una permuta di terreno. L’atto, datato luglio 964,
vede l’intervento – quale estimatore – di Vuilginiso,
figlio del fu Adelgiso, abitante nella Valle di Rapallo. |
|
Nel
643 il re longobardo Rotari, ariano, occupa “Romanorum civitates
ab urbe Tusciae Lunensi universas quae in litore maris sitae sunt usqua
ad Francorum fines…”. Se la Riviera di Ponente vanta la
presenza di “civitates”, declassate a “vici”
quella di levante è caratterizzata da minuscoli insediamenti,
spesso arretrati rispetto al mare; ma la presenza di insediamenti longobardi
è attestata dalla dedicazione delle chiese a santi tipici del
culto ariano (S. Michele e S. Giorgio) e dalla presenza, ancora in documenti
successivi al VII secolo, di termini peculiari del mondo longobardo
come sculdascio (funzionario dell’ordinamento periferico longobardo)
e gastaldione (gastaldo è nell’ordinamento longobardo l’amministratore
di beni regi). |
|
|
|
|
|