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InRapallo.com: storia, eventi e vicende di Rapallo. Pag.3
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Alla fine dell'Ottocento, Rapallo vede la fine del decadimento iniziato al sorgere del secolo, quando da sede di importante Capitanato si trova semplice borgo; assiste, infatti, alla sua rinascita economica. Rapallo "fin de siècle"è un rinomato centro turistico; richiama ospiti illustri. Nascono gli alberghi; costante è la presenza della colonia straniera. Tra i primi nello scegliere Rapallo come luogo di soggiorno c'è il filosofo tedesco Nietzsche. Nel 1901 scende all'Hotel Suisse Sibelius. Sfogliando i registri degli alberghi o le pagine de "Il Mare" leggiamo i nomi di Teodoro Roosevelt, del maresciallo Molte, di Franz Listz, Guy de Maupassant, Lord Carnavon, di Leonora Duse. Nel 1909 prendono alloggio al Riviera Splendid Hotel la principessa Luisa di Sassonia ed il marito Enrico Toselli; nel febbraio soggiorna all'hotel Marsala Sem Benelli, mentre il 26 marzo 1910 giunge al Savoia il principe Augusto Guglielmo e nello stesso anno, all'Hotel Moderne, il presidente degli Stati Uniti Teodoro Roosevelt.
Rapallo
Tre anni dopo, il 7 novembre 1920, giunge al New Casino Hotel la delegazione italiana, guidata dal conte Sforza e composta dal ministro della guerra Bonomi, dall'ammiraglio Acton e dal generale Badoglio. All'Hotel Imperiale (oggi in territorio di S. Margherita Ligure) prende alloggio il presidente del Consiglio jugoslavo Vesnic, il ministro degli esteri Trumbic e quello delle finanze Stojanovic. I lavori delle due delegazioni si svolgono a Villa Spinola e vertono soprattutto sulla questione di Fiume e della Dalmazia. Il Trattato viene firmato alle 23,45 del 12 novembre 1920 ed attribuisce all'Italia Zara e le isole di Cherso, Lussino, Lagosta e Pelagosa; le altre isole e Dalmazia restano al nuovo Regno di Jugoslavia. Due anni dopo, il 16 aprile 1922, all'Hotel Imperiale (in allora e fino al 1929 territorio di Rapallo) è firmato il secondo Trattato di Rapallo tra russi e tedeschi, delegazioni entrambe presenti ai lavori della Conferenza Economica di Genova. L'accordo è siglato per i russi dal commissario agli esteri Georgij Vasilevic Cicerin e per la Germania da Walther von Rathenau. L'accordo è ancor oggi il simbolo di una impostazione politica autonoma.
 
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